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17/11/2003: Chi usa ancora le drum machine? - E-MU PX-7
Già: chi è, al giorno d'oggi, che ancora mette mano ad una drum machine, con tutto quel ben di dio che c'è
a disposizione in un computer con una manciata di buoni software?
Fino ad un po' di tempo fa si pensava che il mercato dei synth da tavolo (e tra questi vanno incluse le drum
machine) fosse ormai in declino, destinato ad essere travolto dall'avanzata del software per pc.
Eppure, evidentemente, E-MU, nome forte di una lunga e
onorata tradizione, non la pensa nello stesso modo, visto che quest'anno ha presentato un discreto numero di
nuovi moduli synth.
In particolare questa volta vogliamo focalizzare l'attenzione sulla
PX-7, l'ultima nata della
serie Command
Station, assieme alla
XL-7 ed alla
MP-7,
macchine che sfruttano il motore dei potenti moduli sonori Proteus 2000 ed XL-1.

In realtà la definizione di drum machine sta un po' stretta al PX-7, che si presenta fornito di un sequencer
piuttosto potente e di un sintetizzatore a 128 voci.
Il sequencer multitraccia, basato su un classico sistema a pattern, consente registrazioni sia in real-time
che step-by-step, con la possibilità di utilizzare 13 pad sensibili alla velocity, 32 MB di suoni di drums e
percussioni elettronici e acustici, nonchè un ampio numero di controlli di vario genere, grazie a 16 control knobs
assegnabili ad esempio ad inviluppo ADSR, cut-off, amplitude, ecc.
512 factory presets e 512 user presets si aggiungono a 100 groove che possono essere riprodotti e modificati
dall'utente, il quale, in combinazione con gli arpeggiatori, può creare ritmiche complesse a piacimento.
Il sito E-MU consente di
scaricare alcune demo in MP3 che vi permetteranno di giudicare da soli i suoni del PX-7.
Qual'è il vantaggio nell'acquistare una di queste "scatolette magiche" invece di utilizzare un software con
le stesse funzioni?
Una risposta banale ma valida risiede nella classica osservazione che tutto ciò che lavora senza appesantire
la cpu del nostro sistema HD-recording è come manna dal cielo; il che, considerati i prezzi di gran parte del
software, non fa apparire le apparecchiature hardware molto costose.
Un'altra risposta attiene ad una sfera forse più sentimentale ma ugualmente valida: molti riescono a sviluppare
più liberamente la fantasia, e quindi a comporre meglio, se hanno manopole e bottoni da toccare, invece di
poter agire solo sul mouse del computer. E forse chi scrive è tra questi!
In una breve carrellata le principali caratteristiche del PX-7:
- 13 pad dinamici con aftertouch
- 512 suoni interni
- Espandibilità a 128 MB di suoni tramite le SoundROM Proteus
- Polifonia 128 voci
- 40 controlli assegnabili (tra manopole e bottoni)
- Oltre 100 parametri assegnabili per preset
- controllo di apparecchiature MIDI esterne
- Sequencer con possibilità di registrazione Real-time/Grid/Step
- 16 arpeggiatori sincronizzabili
- Software E-Loaderper scaricare sequenze tramite USB
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