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04/12/2003: DMIDI sostituirà il MIDI?
LA IEEE (Institute of Electrical and Electronics
Engineers) è l'istituto che definisce gli standard di ingegneria detti IEEE Identity Standards.
Tra questi standard è compreso anche il protocollo MIDI, ossia le regole del linguaggio di
trasmissione tra strumenti musicali (MIDI sta per Musical Instruments Digital Interface), uno standard
che sopravvive senza sostanziali modifiche sin dal'ormai lontano 1983.
(Chi vuole approfondire il protocollo MIDI può leggere il
primo e il secondo
tutorial sull'argomento su Audiomaster).
Il DMIDI è il nuovo protocollo (contraddistinto dalla sigla
IEEE P1639), che sta per essere aggiunto
ai circa 900 standard della IEEE (si parlava di fine 2003 ma forse passerà qualche mese in più).
DMIDI sta per Distributed MIDI, ed è uno standard che estende il MIDI mantenendo la compatibilità
completa con il vecchio protocollo, ma estendendone le possibilità e applicandolo ad una rete Ethernet.
Sulla pagina del sito IEEE
dedicata al nuovo standard si legge tra l'altro:
"Phil Kerr, presidente del IEEE P1639 Working Group e Ricercatore al Centro per la Tecnologia Musicale
all'Università di Glasgow (Scozia), dichiara che "il nuovo standard permetterà agli utilizzatori del MIDI
di fare di più, di farlo più velocemente e di farlo con maggiore flessibilità. Le nuove applicazioni software
basate sul MIDI introdotte nell'ultima decade hanno creato possibilità di controllo musicale e di
creatività quasi senza limiti. Sfortunatamente, queste possibilità non riescono a realizzarsi completamente,
a causa del fatto che la limitata capacità del MIDI di viaggiare sulle reti restringe la possibilità che
dati MIDI possano mescolarsi con altri dati su reti locali (Local Area Networks - LAN).
Il nuovo standard fornirà un'interfaccia aperta tramite il Distributed MIDI (DMIDI) in modo da superare
queste limitazioni. Lo standard inoltre migliorerà di molto la velocità di trasmissione e il sistema di
indirizzazione, conservando la risoluzione dei messaggi MIDI standard."
Lo standard MIDI originale permetteva una velocità di trasmissione di 31.25 kbaud, che era adeguato per
un musicista che volesse controllare un numero limitato di device MIDI. Il DMIDI userà l'attuale
infrastruttura della rete Ethernet per trasportare dati MIDI alla velocità di trasmissione massima di
10 Gbit/sec. Questo incremento di velocità consentirà l'uso completo di sotto-ptotocolli come DLS e
MIDI Show/Machine control.
Il nuovo standard aumenterà inoltre il numero di strumenti MIDI collegabili.
Le specifiche MIDI originali consentivano 16 canali per strumento MIDI. Il DMIDI consentirà fino a 16
milioni di strumenti MIDI (ben oltre il necessario, NDT), dei quali ognuno conserverà l'originale
struttura MIDI a 16 canali. Il DMIDI aggiunge anche la possibilità di inviare meta-messaggi per un controllo
più ampio degli strumenti MIDI.
Lo standard ottimizzerà il DMIDI per gli strumenti a bassa potenza. Specificherà il protocollo di comunicazione
per la trasmissione di dati MIDI in reti LAN e conterrà protocolli di basso livello e schemi di indirizzazione
di alto livello per l'interconnessione di strumenti MIDI su reti LAN.
Inoltre utilizzerà strategie dettagliate di buffering, in modo che l' hardware MIDI tradizionale possa
funzionare con le più alte velocità di trasmissione, e le applicazioni software MIDI possano coesistere nello
stesso dominio di rete come hardware MIDI, e quindi lavorare alla piena velocità consentita dalla LAN."
(La traduzione è mia - è possibile che contenga imprecisioni)
Va detto che era ora, dopo venti anni di onorato servizio, che il protocollo MIDI fosse aggiornato.
Le apparecchiature per le quali il MIDI fu concepito erano estremamente lontane dagli standerd attuali, e
quindi ciò che allora pareva più che sufficiente, oggi appare ormai superato.
In particolare il sistema mostra i suoi limiti in applicazioni di studio, nelle quali per realizzare un
sistema MIDI complesso tra numerose apparecchiature può essere necessario ricorrere ad un numero elevato di
patch bay, MIDI box, merge box, con il risultato di trovarsi dei cablaggi troppo complessi ed intricati ed un
metraggio complessivo di cavi MIDI veramente eccessivo, con la conseguenza di un aumento nel rischio che
l'intero sistema possa collassare (e che il tecnico si possa strangolare coi cavi appena mette mano ai cablaggi).
Sono inoltre molto interessanti le possibilità che si vanno prospettando di creare reti tra desktop, portatili,
palmari, o tra diversi sistemi operativi, o tra più sistemi hardware e software, con incrementata velocità e numero
di canali, suddividendo le risorse e le richieste del sistema in modo molto migliore di quanto si possa fare oggi.
Attendiamo fiduciosi!
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