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Tutorial -> Software -> Traktor DJ Studio - parte 3

Con questa terza puntata arriveremo a padroneggiare il mixer interno del programma, capiremo le tecniche
basilari del mixing, e impareremo a registrare le nostre performance per poterci così registrare, riascoltare
e porre rimedio ai nostri errori.
Il Mixer
Il mixer interno si presenta alla nostra vista solo se non avremo impostato il comando “external mixer” nelle
impostazioni basilari di Traktor (cfr. la prima puntata del tutorial).

Questo è l'aspetto normale o “wide”, che ricalca un comune mixer da DJ, ma esiste anche nella versione più
piccola (dalla versione 2.3 del programma) definita “slim” ed attivabile dall'appposito pulsante nella sezione
principale del programma.


I due aspetti sono tra loro perfettamente equivalenti per quanto riguarda le funzioni presenti solo che il wide
si pone in mezzo ai due Deck, limitando leggermente le dimensioni di questi ultimi, mentre lo slim si posiziona
sotto i deck limitando però le dimensioni della finestra del Browser, pertanto è solo una questione di gusto
personale.
Per quanto riguarda le funzioni troviamo:
- Manopola di guadagno per ogni canale a cui si può assegnare la funzione di auto guadagno tramite il
pulsante “A” posto a lato, in questo caso il programma provvederò a “normalizzare” il brano in funzione del
livello di output deciso da noi nella sezione master del programma
- Tre manopole corrispondenti a bassi medi e alti con un pulsante “K” a lato di ciascuna. Tale pulsante è
il così detto “Kill button” ovvero un taglio di -90 dB sulla banda desiderata, in questo modo si possono mettere
e togliere con molta rapidità le bande sonore e creare dei gradevoli effetti
- Un fader per ogni canale
- Un interruttore per la disabilitazione rapida dell'equalizzazione sul canale
- Un x-fader dotato di “punch in” e “mute” per ogni canale e di movimento automatizzato
- La sezione di controllo dell'ascolto in cuffia del canale e del volume della cuffia; come in tutti i mixer è
inoltre possibile ascoltare sia i singoli deck che un mix tra i deck e il master out, impostazione effettuabile
da una apposita manopola

Importante da ricordare è che qualsiasi pulsante o manopola presente in Traktor poò essere utilizzata in due
modi a seconda se clickata-mossa con la contemporanea pressione del tasto destro o sinistro del mouse.
I pulsanti col click sx si attiveranno o disattiveranno rimanendo nello stato selezionato, col click dx invece
cambieranno di stato solamente fino a quando continuerete a tenere premuto il tasto dx del mouse.
Le manopole invece verranno mosse normalmente se trascinate col tasto sx, torneranno nello stato di default
se clikkate col tasto dx.
Questo è molto importante da tenere a mente, vi permetterà infatti di essere sia molto più rapidi nel settare i
vari parametri sia di creare effetti carini nel vostro mix.
Un buon mix non consiste nella banale messa a tempo dei pezzi, ma va a tentare di produrre un nuovo brano
a partire dagli elementi principali dei due pezzi in play.
Ovvero, se ad esempio sul deck A ho un pezzo ricco di bassi e grancassa, sul deck B taglierò, per esempio,
i bassi col Kill o con la manopola, regolerò i volumi relativi dei due brani in cuffia, e porterò più o meno
lentamente, a seconda dei gusti, il crossfader in posizione centrale.
In sostanza il mio consiglio è di ascoltare sempre bene i pezzi ed imparare a memoria i vari momenti
salienti (break, assoli e simili) magari evidenziandoli con i marcatori (cfr. seconda puntata), facendo sempre
in modo che non vi sia mai troppa carne al fuoco: non ha senso tenere due grancasse che abbiano il medesimo
metro, i suoni si annulleranno l'un l'altro o nel migliore dei casi uno dei due non si sentirà affatto. Stesso
discorso vale anche per i cantati, assai raramente se ne trovano due che vadano bene assieme per più
di pochi secondi.
Un consiglio può essere quello di provare a fare entrare il pezzo nuovo sempre dalla sua componente di
suoni medio alti, in maniera da risultare meno stridente all'orecchi, poi piano piano o a scatti in battuta
sul tempo diminuire la presenza degli alti del pezzo originale per poi salire gradatamente coi bassi del
secondo pezzo, poi di lì togliere mano mano volume al primo pezzo.
Più difficile a dirsi che a farsi, ma con una avvertenza, tutti o quasi i pezzi di musica “da discoteca” o
comunque che si presti al mixing possiede tre elementi fondamentali:
- Intro, in cui si crea l'atmosfera generale del pezzo o si fa sentire il motivo dominante del brano, spesso
iniziano con parti percussive con suoni acuti o con parlati; si presta molto bene come inizio del mix, ma
fate attenzione che non di rado la metrica e le battute del pezzo vero e proprio cambiano in seguito
- Corpo del brano a sua volta diviso in strofa e ritornello a seconda del motivo musicale principale, sono
entrambi caratterizzati da ricchezza di suoni in tutte le frequenze dello spettro sononro, pertanto il mix di
questi pezzi di brano può risultare più difficoltoso per i neofiti
- Break, solitamente frappostro tra strofa e ritornello, è un movimento in cui spesso la rimica cambia
(andando ad esempio in controtempo) e in cui solitamente la grancassa non è presente per dare un senso
di attesa per quello che verrà. E' estremamente importante al fine del mixing poiché in esso i suoni si fanno
più radi e permettono facilmente l'entrata di qualcos'altro.
Per ora non vi resta che smanettare e smanettare, possibilmente registrandovi per poi riascoltarvi; non esiste
modo migliore di imparare che imparare dai propri errori, solo che mentre guardate il monitor, muovete il mouse
e preascoltate il pezzo entrante è difficile sentire bene il prodotto finito, pertanto non vi resta altro che
registrare il tutto.
Esistono due modi di farlo, uno valido per tutte le versioni di Traktor, l'altro solo dalla 2.6 in poi.
Primo metodo
Cercate i seguenti pulsanti, la loro posizione differisce leggermente da versione a versione, ma la sostanza
è la medesima.

Premete ora il pulsante “record” che si accenderà di un rosso più vivo ed incominciate a mixare tutto quello
che volete, una volta finito ri premete “record”.
Ora Traktor avrà tenuto nota di tutte le operazioni da voi compiute durante la registrazione compreso quali
pezzi stavano girando e come erano equalizzato... tutto tutto insomma!
A questo punto potrete innanzitutto salvare il lavoro, non si sa mai, tramite il pulsante “save” che salverà,
appunto, non la registrazione audio, ma l'insieme delle vostre operazioni, quelle e solo quelle.
Ora però ci vogliamo riascoltare, bene, premete “play mix” e vedrete i fader e quant'altro muoversi da soli,
noterete inoltre che molti comandi a vostra disposizione non saranno ora disponibili.
Potrete andare avanti ed indietro nella registrazione con l'apposito gruppo di comandi Fw e Rw presenti a
sinistra della casella in cui sono indicati i vari timer relativi alla registrazionecome potrete inoltre intervenire
a correggere eventuali errori in tempo reale per quella parte di comandi rimasta disponibile, se farete ciò
si evidenzierà il tasto “dub” che indica l'avvenuta variazione della registrazione; inoltre se la parte successiva
al vostro errore dovesse andare bene com'era prima basterà premere “dub” e i comandi torneranno a seguire
il normale andamento della registrazione, ovviamente per memorizzare le variazioni dovrete premere record
mentre la registrazione procede, altrimenti non ne rimarrà traccia. Una volta che sarete soddisfatti della
performance riavvolgete tutta la registrazione dall'inizio e premete il tasto “write”, apparirà questa finestra
di dialogo:

Da qui potrete ovviamente decidere nome e destinazione del file in cui verrà esportato il tutto e inoltre
tramite “cut tracks...” potrete decidere se fare esportare tutto in un unico file oppure pezzo per pezzo quello
che è stato caricato sui singoli deck andando a creare una compilation mixata da voi sullo stile di quello
che fanno i DJ famosi con le loro playlists.
Dato lo start apparirà un'altra finestra indicante lo stato di avanzamento dell'esportazione e vedrede dietro
Traktor rifare il mix registrato a velocità di molto maggiorata mettendoci così pochi secondi a completare
l'operazione (of course a seconda di potenza del processore e durata del mix).
Il brano così esportato sarà un bel “wavvone” da molti mega, starà poi a voi decidere che farne, da lì in poi
è una mera questione di post produzione.
Secondo metodo
La versione 2.6 viene incontro a chi come me usa un mixer esterno, infatti registrare solo quello che è andato
sui deck e senza cogliere il lavoro fatto con fader e effetti del mio mixer è tempo perso, allora i buoni
programmatori della NI (che io immagino ammantati da un'aura dorata con le ali e vestiti di bianco....! ) hanno
deciso nella loro magnanimità di dotare traktor di un'entrata audio ammesso che la nostra scheda la possegga...
ed era anche ora diamine, da quanto tempo la aspettavo!
In questo caso andate nell'albero delle cartelle del browser e cercate la voce Audio recordings.

Noterete come laddove normalmente vi erano i pulsanti per l'analisi dei brani ora vi sarà un pulsante “record”
con la pressione del quale il programma inizierà a registrare tutto ciò che perverrà all'entrata audio
selezionata (cfr. prima puntata, impostazioni generali). Finito il tutto sospenderemo la registrazione mediante
la pressione di record e nel riquadro sopra appariranno le informazioni generali della registrazione. Per
esportare il mix basterà selezionare la registrazione di nostro interesse e premere “move to” e selezionare la
destinazione finale del file.
Col pulsante edit potrete invece scrivere i tag della registrazione, il pulsante next invece appare selezionabile
solo a rec attivo, premetelo e inizierà una nuova registrazione senza dover interompere il mix e senza perdita
del pregresso registrato.
Iro "Icaro" Suraci
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